giovedì, 20 marzo 2008

NOTIZIA NEL MIRINO: IL CALVARIO DI CHANTAL SEBIRE NON HA FINE

Parigi. Ritrovata morta, nella sua abitazione parigina, la 52 enne insegnante scolastica Chantal Sebire, la quale  affetta da una gravissima forma di tumore che le aveva sfigurato il volto, si era vista rifiutare dalla magistratura francese la  richiesta di eutanasia. La donna, madre di tre figli, da circa otto anni, viveva atroci sofferenze per via di una terribile forma tumorale denominata  " Esthesioneuroblastoma ", che prende forma sul seno frontale e  si  protrae gradualmente su tutto il viso. Lei e il suo avvocato  Gilles Antonowicz, avevano invano fatto appello al tribunale di Digione, per far si che mediante la concessione della morte assistita alla donna, quest'ultima potesse porre fine al suo martirio. Richiesta negata dal tribunale poichè il suicidio e il suo favoreggiamento sono ritenuti un reato per la costituzione Francese. A quanto pare la legge Leonetti votata nell'aprile del 2005, in seguito ad un altro caso eclatante per l'opinione pubblica francese e non dissimile da quello della Sebire, quello di Vincent Humbert ( giovane 19 enne che in seguito ad un incidente stradale ed ai dolori insoffribili, aveva chiesto di poter morire, in una lettera alla sua infermiera ndr.), era ritenuta da Chantal, in una nota intervista al giornale " Le Figaro " riportata dal suo avvocato,  una offesa alla dignità degli esseri umani . In base a tale legge,  la donna sarebbe potuta morire soltanto attraverso " La sedazione terminale " ossia una sorta di somministrazione di farmaci che provoca un lento deperimento fisico, senza alcun tipo di nutrimento. Una pratica ineffetti piuttosto discutibile. Difatti l'avvocato della donna si espresse negativamente su questa alternativa e sulla legge che ne favorisce la pratica. Qualche giorno dopo il ritrovamento del corpo di Chantal nella sua abitazione. Il ministero  dell' interno parigino, non esclude come ipotesi più accreditata quella del suicidio. Adesso però, si mormora addirittura dell' eventualità di un'autopsia per appurare come sia morta la vittima. Il suo avvocato ritiene inconcebile tale scelta. Si prolungherebbe difatti anche dopo morta il calvario di una donna che si è vista negare, dato l'estremismo e la gravità del suo caso, una morte decorosa, al fine di far cessare quelle sofferenze atroci che ne hanno starvolto l'esistenza. Cosa ne pensate blogger dell'eutanasia e di questo caso? Vi aspetto  in tanti

Chantal Sébire consigue su objetivo: morir        

sciarra alle 20:34 in:
commenti: commenti (45)(popup) | commenti (45)
Commenti
#1   20 Marzo 2008 - 21:30
 
è impressionante...
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#2   20 Marzo 2008 - 23:53
 
e ha cambiato di nuovo template!!


:P
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#3   20 Marzo 2008 - 23:55
 
Si ho rimesso il vecchio, che finalmente ho potuto recuperare. L'altro traeva in confusione, i commenti venivano lasciati in altri post.:)
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#4   21 Marzo 2008 - 00:51
 
penso che chi sta al governo, e prolunga la sofferenza della gente, se ne puo' tranquillamente andare a fare in culo.
perdonami la franchezza, ma chi fa soffrire cosi' la gente (penso al caso welby), si becca il mio disprezzo.
e questo vale per l'italia, e per tutti i paesi che si definiscono civilizzati.
e che dimostrano il contrario.
r--
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#5   21 Marzo 2008 - 01:01
 
21 marzo 2008


"LA VITA E' BELLA": è il celebre titolo del film-capolavoro di ROBERTO BENIGNI.
E' verissimo.

Ma quando ci si trova in situazioni allucinanti come quella di CHANTAL SEBIRE, l'insegnante trovata morta nella sua casa, credo sia doveroso considerare la sofferenza fisica e - soprattutto - la sofferenza psicologica: credo che l'EUTANASIA, in casi come questo, diventi una forma di PIETA'.

Infatti, il SUICIDIO è la soluzione estrema per ovviare alle sofferenze di un "CALVARIO": nei Paesi Bassi (se non sbaglio) la legge sull'EUTANASIA è in vigore.
Mi risulta che si guardi ai miglioramenti delle varie nazioni, ...

Alla Signora Sebire non si può più augurare Buona Pasqua, ma alle persone viventi, sì, fra cui quelle che potrebbero pensare a fare qualcosa per eliminare i vari tipi di sofferenza.

Laura
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#6   21 Marzo 2008 - 01:54
 
io sono per l'eutanasia, e più in generale per la libera scelta degli individui.
Lo Stato non può scegliere la nostra morte, soprattutto dopo aver scelto per noi molte più cose di quello che crediamo.
Negare una cosa del genere, in una situazione del genere, è semplicemente una tortura immotivata, non una scelta etica.
L'etica dovrebbe andare nel verso opposto, se milioni di parole sull'argomento a livello filosofico non mi ingannano.
La storia di questa donna è assurda.
E' violenza.

Come al solito scrivo romanzi qui sopra, ma il tema che hai scelto è proprio il mio campo di studio.

Marylin
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#7   21 Marzo 2008 - 07:12
 
è un argomento delicato ..la vita la morte .. la libertà di scelte estreme prese individualmente non individualmente ma coralmente, forse la difficoltà sta proprio in questo.... CN
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#8   21 Marzo 2008 - 08:12
 
Io sono pro eutanasia.
Sono cattolica, ma sono pro eutanasia. In effetti con i tempi che corrono è un sacco che non entro più in una chiesa forse perchè, è orribile dirlo me ne rendo conto ma è così, è l'ultimo posto in cui trovo Gesù Cristo. Facile dire "sono contro l'eutanasia" quando si è belli e sani. La domenica vai a messa, ti senti giustissimo e ti siedi soddisfatto a consumare il pranzo con la famiglia. Magari ritieni che sia pure giusto non fare il funerale a chi si avvale di questa pratica e ti senti ancora più eticamente retto. Ma per chi prova la sofferenza è davvero tutto diverso. Non ci sono domeniche con il sole, non ci sono panche su cui sedersi, non ci sono pranzi felici. E allora che vita è? Se non puoi esprimerti in alcun modo, se la malattia comanda, se il destino è già scritto, perchè vedere persone soffrire fino alla fine? Non sarebbe questo uno dei casi in cui bisognerebbe ricorrere alla PIETA' CRISTIANA?
E in ogni caso, discorso religioso a parte, lo stato "dovrebbe" (cosa improbabile in italia) essere laico e garantire i diritti di tutti i cittadini. In francia il discorso in realtà è parzialmente diverso perchè sono meno legati alla chiesa (scusa se son partita dall'italia ma dovevo levarmi qualche sassolino nella scarpa). Sono d'accordo che il suicidio non deve essere incoraggiato, ma il punto è un altro. Il punto è definire il concetto di vita. Quando c'è la vita? Se uno è in stato vegetativo in un letto è davvvero ancora vivo? Se non potrà fare niente nella sua giornata è davvero una vita o solo un corpo che respira ancora e magari pure a fatica?Trovo la pratica della morte indotta con terapia farmacologica un'inutile tortura. Io credo che una cosa non si debba mai levare a una persona: la dignità. Ecco. Pensiamoci.
Dobbiamo portare una donna a suicidarsi per l'esasperazione? Pensiamoci. E se per caso l'ha uccisa un suo parente dobbiamo portare qualcuno a compiere atti dettati dall'esasperazione?PENSIAMOCI!
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#9   21 Marzo 2008 - 08:15
 
assolutamente d'accordo con gli altri blogger: si all'autanasia e fanculo a chi ancora, vuole decidere per noi. 'Sto enorme Grande Fratello, come diceva Orwell, che controlla e decide e che di fratello non ha proprio na mazza...

LIBERTA' di scelta e stop.
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#10   21 Marzo 2008 - 09:10
 
Mi ritrovo nel commento di NiNeTtA25 per quanto riguarda la Chiesa.
Per quanto io sia credente, non vado molto d'accordo con l'istituzione ecclesiastica & co.
Come si fa a dire che "Dio ci chiama a sè quando l'ora è giunta" e al tempo stesso appoggiare chi "impone la vita e la morte"?? Sembra non avere senso, ma una persona che NON VIVE, bensì VEGETA attaccata ad una macchina, non è forse lecito che implori la morte?
Queste persone non fanno che soffrire, e anche chi gli sta vicino soffre. Tantissimo. Che senso ha...?
Io ho smesso di andare in Chiesa, pur mantenendo un mio fermo credo. E mi sento più pulita, perchè avevo come l'impressione di andare li solo per lavarmene le mani.
E anche la politica...scusate ma che schifo! Vogliono far vedere che sono buoni, che operano a salvaguardia della vita, e allo stesso tempo.. quante stragi..Imporre la vita, imporre la morte.
*indignata*

mere
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#11   21 Marzo 2008 - 09:26
 
non ho parole.
è un caso questo in cui la burocrazia cieca è totalmente indifferente all'anima e al corpo delle persone.

mad
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#12   21 Marzo 2008 - 09:29
 
Vi riporto un mio post di più di un anno fa...


Eutanasia

Il 64% degli italiani è favorevole a staccare la spina.

Pergiorgio Welby chiede di staccargli il respiratore che lo tiene in vita tra enormi sofferenze. Io ci sono passata e sento di dover dire la mia. Mi fa incazzare enormemente che le persone credenti dicano che se il Signore vuole la sua vitga se la prenderà quando sarà il momento. Vediamola al contrario. Quello che questa gente ignora (nel senso di IGNORANTE) è che il Signore se lo sarebbe preso molto prima se non ci fosse già stato l'intervento umano. La maggior parte degli infartuati che sopravvive si salva solo grazie al pronto intervento dei soccorsi. Quindi diciamo che se il Signore se li voleva prendere l'uomo si è intromesso. Diciamo anche che a un infartuato si può comunque generalmente garantire una vita come prima. Se quello era il suo momento è stato compiuto un peccato altrettanto grave quale quello dell'eutanasia. E se volessimo davvero essere bigotti e tornare al Medioevo potremmo dire che anche una semplice appendicectomia va contro il volere del Signore, perchè se vado in peritonite muoio e se invece mi opero sopravvivo! Trasformiamo l'infarto in una malattia terribile o in un grave incidente. La scienza e la medicina ci permettono di posticipare la morte, con cure, macchine, quant'altro. Fino a quando questo è lecito? Quando l'uomo sostituisce Dio, in che momento va oltre e si accanisce nel conservare una vita che Dio avrebbe già preso da tempo?

Io sono stata una grande egoista. Amavo così tanto mio padre ed ero così egoista che lo avrei voluto per sempre con me, ad ogni costo, avrei voluto che non morisse mai. Quando si passa per queste cose si cambia, si diventa deboli, plasmabili, ci si attacca a qualunque speranza, credo, religione, Wanna Marchi. Ho pregato per mio padre, gli sono stata vicina, mia grande preoccupazione è stata che non soffrisse. Ero un'enciclopedia vivente, conoscevo tutte le medicine, i dosaggi, le flebo, la morfina. Quando è morto già respirava a fatica da una decina di giorni. Gli hanno attaccato il respiratore. Vi giuro che non aveva più forze, non si muoveva, si stancava se lo muovevamo noi, per cambiarlo, per le piaghe... Eppure cercava sempe di staccarsi i tubicini, alzava la mano tremante, faceva una fatica enorme e io lo fermavo e gli dicevo che aveva bisogno di respirare... e in quei giorni i suoi occhi si sono fatti via via più vuoti. Impressionante.

Dopo un peggioramento nei dolori, oltre la morfina transdermica, è stato prescritto un farmaco che dovevo iniettargli nel tubicino della flebo alla fine della flebo nutrizionale. Per la verità erano due farmaci da miscelare e da iniettare insieme. L'infermiera che ci assisteva a domicilio mi ha insegnato a piegare il tubicino in modo da evitare il riflusso della flebo, ma alla prima mattina in cui dovevo fare questa inizione qualcosa è andato storto e dopo l'iniezione la flebo non fluiva più. Ho chiamato l'infermiera che è subito accorsa e ha sistemato le cose. La notte successiva invece è andato tutto bene, in apparenza. E così mi sono addormentata. E mio padre è morto e io non me ne sono neanche accorta. Mi sono svegliata e lui si era staccato i tubicini del respiratore. Hanno chiamato il medico legale. Forse ho sbagliato qualcosa, gli ho fatto partire un embolo, forse lui ha raccolto le sue ultime forze, non lo saprò mai. Mio padre è morto così. Stanco di soffrire. Io avrei continuato ogni giorno della mia vita ad assisterlo, anche quando dai suoi occhi era sparita ogni luce. Ho pensato che tutti avrebbero creduto che ero stata io, perchè una persona in quelle condizioni era un peso. Non lo avrei mai fatto, anche se era giusto, perchè sono egoista e perchè non ne ho avuto il coraggio. Credo che ogni giorno in tantissime casa succeda qualcosa di simile, voluto o meno.

Io comunque credo di aver ucciso mio padre e non mi dò pace.



Trovate i commenti qui:
http://logorromins.splinder.com/post/10135915/Eutanasia
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#13   21 Marzo 2008 - 09:43
 
Eh, vorrei fare la giornalista caro, ma mica è tanto semplice lasciare un commento sensato, poi io ho tantissimo da imparare...
In più sono sveglia da mezz'ora :P
Ma dirò come la penso...

Io sono per l'eutanasia, perchè, paradossalmente, credo che, in determinati casi, proprio come questo, sia indice di pietà cristiana...
O comunque (parlando da agnostica) di umanità, credo che sia qualcosa che sfiori quasi il "sadico" uccidere una persona tramite farmaci che inducano deperimento fisico, senza risparmiare in tal modo la sofferenza di cui già è vittima.
Penso all'estrema ingiustizia che ha dovuto subire questa donna,alla tristezza con cui la sua vita è finita, sono basita.
Ci vorrebbe coscienza, tanta coscienza in più.



(Come sono andata? :P)
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#14   21 Marzo 2008 - 09:44
 
Credo che l'eutanasia come l'aborto sia qualcosa di estremamente doloroso e individuale, credo pertanto che lo Stato non si dovrebbe intromettere a riguardo.
Detto questo ci tengo a precisare che sono favorevole, ma che temo che in molti possano spingere genitori anziani ammalati gravemente a praticare l'eutanasia per mancanza di tempo, o voglia, o mezzi per assisterli.
Si tratta di un problema reale che va affrot
ntato e combattutto offrendo alle famiglie con malati terminali tutta l'assistenza necessaria e non negando l'eutanasia come principio.
Così come, nel caso dell'aborto, bisognerebbe offrire reali vantaggi alle madri e non vietare la possibilità di abortire.

Non mi metto a parlare di Chiesa o religione in questa mia replica, perché non credo e non penso che ciò che pensi la Chiesa debba influire su questo genere di scelte, scusatemi se invece ho tirato in ballo l'aborto, ma credo che i due fattori siano fra loro strettamente correlati.

Riguardo alla sedazione terminale, prima di condannarla vi invito a leggere qeusto post:

http://radicidellozio.splinder.com/post/16099789

siamo davvero certi che aver rifiutato questa soluzione sia stato un gesto dettato dalla convenienza personale piuttosto che da una convenienza sociale
(se lo accettava dopo l casotto combinato in un certo senso era come se dicesse che l'eutanasia era superflua)
Io personalmente non me la sento di condannare questa pratica
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#15   21 Marzo 2008 - 10:14
 
considerando un pò la società francese e quella mondiale,già una sfigurazione del genere l'ha fatta entrare di diritto nella cerchia dei Pària..
io ritengo che l'eutanasia sia un diritto,il suicidio anche..
sarebbe forse opportuno un programma di sostegno psicologico nel secondo caso,l'attuazione della volontà nel primo.
Le leggo antieutanasia sono concepite secondo morale religiosa che preserva,più che l'interessato,l'egoismo di chi le sta intorno.

Questa gente ha dato così tanto coraggio nel vivere da avere ancor più coraggio nel voler morire.

Se si salvano delle vite siam degni di eroismo e del Paradiso,altrimenti siamo della povera gente inutile e codarda.
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#16   21 Marzo 2008 - 10:17
 
faccio fatica a darti un parere caro sciarra...ogni caso va valutato...
io sarei favorevole purchè l'eutanasia non diventi una cosa troppo facile...una soluzione ai problemi della gente...
succedono cose strane al mondo...
e anche un medico che prende la responsabilità di togliere la vita a qualcuno deve avere le spalle larghe...


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#17   21 Marzo 2008 - 10:48
 
Sono qui grazie a mere...Come essere insensibili al dolore umano...sono del pensiero che ognuno deve essere libero di scegliere se soffrire oppure no...
Buona vela
By
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#18   21 Marzo 2008 - 11:02
 
Io credo che teoricamente dovremmo essere in un mondo libero, ma in pratica non lo siamo.
L'eutanasia, a parer mio, va di pari passo con la questione dell'aborto. Il problema di fondo qual è? E' che non bisogna interrompere la vita che ci è stata donata da un qualche Dio ed è dunque sacra. Sarebbe come quando un amico ci fa un regalo: anche se ci fa schifo lo accettiamo, perchè è un regalo e sarebbe scortese fare altrimenti. Ma io sono convinta che se un regalo ci fa schifo dopo circa due giorni lo nasconderemmo in qualche recondito angolo della nostra soffitta.
Ecco, la vita è un po così: dovremmo vivere con la consapevolezza che è sì una cosa importante, ma allo stesso tempo avere un salvagente. Voglio dire, la visione della vita sacra è prettamente cristiana (potrebbe essere davvero così, non lo metto in dubbio - cioè si, lo metto in dubbio, ma uno è libero un po' di credere quello che gli pare - ma è cristiana); fino a prova contraria lo Stato è LAICO e dunque non è giusto mettere alla stregua dei cristiani chi non lo è. Chi è cristiano dentro e crede alla sacralità della vita, buon per lui!, non farà uso dell'eutanasia nè dell'aborto, ma vietare a tutti l'eutanasia o l'aborto sarebbe come imporre prepotentemente il proprio pensiero, sarebbe come dar vita ad una nuova dittatura.

Volevo portare ancora alla vostra attenzione un aneddoto raccontatomi dal prof Vattimo: sempre in Francia un uomo (non mi ricordo il nome) pieno di malformazioni e di handicap ha fatto causa allo stato perchè non hanno permesso a sua madre di abortire.
Ecco, la sacralità della vita andrà anche rispettata, ma fino a che punto?! Si parla tanto di sacralità della vita, ma non si parla mai di libertà. Perchè la libertà fa paura: tutti la cercano, ma nessuno è disposto a darla!

Chiara
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#19   21 Marzo 2008 - 11:43
 
Sarò banale... scontata... ma il dona più bello che Dio c'ha donato. E va vissuta a pieno... al 100% anzi... al 101%.
Bisogna esser "assetati" di vita...
Ma... in casi come questi... io sono favorevole all'autanasia!

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#20   21 Marzo 2008 - 11:44
 
(perdonami la confusione vocalica che aleggia nella mia mente)

Spero che riuscirai a decifrare la mia frase!
In caso contrario... chiedi pure!
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#21   21 Marzo 2008 - 12:13
 
Eutanasia

[..] Ringrazio moltissimo Giuseppe che come il solito è fonte di nuovi spunti di riflessione e riporto qui di seguito il commento che ho lasciato al suo post. "Io credo che teoricamente dovremmo essere in un mondo libero, ma in pratica non lo [..]
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#22   21 Marzo 2008 - 14:25
 
Come c'è il diritto di vivere, dovrebbe anche esserci il diritto di voler morire...
ma con questo non voglio dire che l'eutanasia sia sempre la scelta migliore ,poichè a volte c'è una speranza di guarigione o di miglioramento...
ma quando non c'è, la persona malata ha tutto il diritto di decidere di ritornare a Casa...libera da ogni sofferenza...
Io sono d'accordo per l'eutanasia...
anche se è un tema molto difficile e delicatissimo...
Questa donna ora è libera...ed il suo spirito ora sarà dai mille coliri e più...
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#23   21 Marzo 2008 - 15:25
 
ti rispondo qui
il concerto è stato bellissimo, emozionante...ho anche foto che testimoniano la mia conoscenza con la band...
ehehehe

marylin
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#24   21 Marzo 2008 - 17:02
 
sono del parere.. che ognuno di noi ha una sua coscienza.. religiosamente mi rifiuto di pensare che nessuno .. e nemmeno noi stessi siamo liberi di toglierci la vita se non Dio che ce l'ha data.
ma se invece devo essere obiettiva.. ti giuro che non so..
credo però che non vorrei vedere nessuno dei miei cari soffrire così e chissà se toccati personalmente come reagiremmo. resta pur sempre il fatto che se uno potesse parlare un attimo di un attimo prima della morte cosa farebbe... o se vorrebbe rifarlo.. non so.. è un dilemma per me e non so trovarci risposta, mi auguro di non dover mai valutare la cosa ne per me ne per altri e non lo auguro a nessuno ciao patty
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#25   21 Marzo 2008 - 22:52
 
ha smesso di soffrire;come e' successo per i "nostri" Welby e Nuvoli la decisione di mettere fine al dolore e' diventato un caso per guardoni e opinionisti per la vita;quando e' la vita degli altri e' facile
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#26   22 Marzo 2008 - 01:21
 
Buona Pasqua Sciarra! ;)
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#27   22 Marzo 2008 - 08:50
 
Credo che non sia giusto decidere della vita. Questo è un discorso generale, però credo anche che in piena facoltà di intendere e volere com'era la signora in questo caso, debba essere concesso di sentirsi assolutamente stanchi di vivere quella vita. Così orribile e che chiaramente nessuno potrà mai arrivare a capire quanto. Altrimenti penso non avrebbero avuto difficoltà alcuna a concederle di farla finita. E poi, insomma, quando si arriva a desiderare con tutto se stessi di morire forse è perché uno le ha veramente provate tutte. E non valgono i discorsi su quanto la vita meriti di essere vissuta, che può sorprenderti e 'ste robe qua. La vivessero loro quella vita e poi venissero a dirmi che bisogna credere e lottare. Perché?
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#28   22 Marzo 2008 - 09:16
 
Sono davvero sconvolta che si possa giocare ancora con la vita o con la morte degli altr, se poi a farlo è un'istituzione come il Governo, come un TRibunale, ebbene, la cosa è avvilente.

Ritengo che ciascuno di noi, debba aver possibilità di decidere se vivere o morire, nessuno se non noi possiam ofarlo!
La Persona della quale tu narri, ha cercato di avere una morte serena, consapevole, una morte che la privasse finalmente della sofferenza, non solo del dolore ma di vedersi non più identificata nella vita stessa che stava vivento e che, evidentemente, non sentiva propria. Una vita che a breve si sarebbe conclusa ugualmente, ma con pene strazianti, per la mente e per il fisico.

Sinceramente ha tutta la mia comprensione, e l'autopsia è l'ultimo sfregio che questo mondo le regala!
Ciao, un Abbraccio Sciarra.
Bacio.
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#29   22 Marzo 2008 - 10:19
 
4amichematte una piccola provocazione: ma quando la vita non ce l'hai più Dio che ti deve togliere?
(scusa Pe'..ma io amo troppo il dibattito!)
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#30   22 Marzo 2008 - 15:53
 
Auguri di buona Pasqua e Pasquetta.
con simpatia, il terrone
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#31   22 Marzo 2008 - 18:18
 
sono estremamente diviso nel dare il mio parere...
mi ritengo cristiano e cerco nel mio piccolo di esserlo nn solo nominalmente...
mi verrebbe da dire che, come nn è l'uomo a farsi da solo nn deve esserlo neppure nel distruggersi, che deve esserci un motivo per forza, che va trovata la forza per sopportare il sacrificio assieme ad altre persone eppure... so che parlo così perché nn sono coinvolto, probabilmente se toccasse a me mi arrenderei (perché per quanto possa essere motivata secondo me resta un arrendersi)
effettivamente quello che ha detto "Romins" sul fatto che se l'uomo nn fosse intervenuto forse si sarebbe gia morti fa pensare.. e sinceramente nn so decidere.
ce anche da ricordare, ed è molto importante, che molti uomini han un concetto errato di libertà, la libertà (compresa quella di salvare ed uccidere) nn è fare quello che si vuole, o lasciare una persona decidere da sola... se siete estranei del concetto vi sembrerà assurdo ma la stra gran maggioranza delle persone nn è libera, è prigioniera della propria chiusura mentale. Strano ma vero, io ne sono convinto e l'ho sperimentato, serve una continua educazione e aiuto per poter essere veramente liberi

concludo uscendo un attimo dal tema, per chi si definisce credente ma "separato" dalla chiesa...
lo ammetto, avrà tutti i mali che sappiamo, ma nn può esistere cristiano senza chiesa come nn può esistere chiesa senza cristiani, anche di questo sono sicuro ormai

saluti e che la pasqua possa farci diventare un po' più veramente umani...
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#32   22 Marzo 2008 - 20:11
 
Veramente terribile.... ho seguito la vicenda... io non so bene da che parte stare... ma penso che se ci sei dentro con indicibili sofferenze [la morte] la invochi quanto si invoca la vita...


Love&RequiemPride
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#33   23 Marzo 2008 - 02:56
 
buona pasqua :)))
r--
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#34   23 Marzo 2008 - 11:12
 
Una provocazione per i cristiani

Almeno in teoria Dio ci ha fatto liberi (anche di rinnegarlo, anche di peccare), perché lo Stato ci deve fare prigionieri?
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#35   23 Marzo 2008 - 13:24
 
augurissmissimi di buona pasqua a te e alla tua famiglia!:) :-)
spero che la tua vita sia sempre più bella!!!
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#36   23 Marzo 2008 - 15:42
 
...la vita è di ognuno di noi... io posso dire che sono contraria (anche se è difficile parlare quando uan persona non si trova nella stessa situazione), però per lei era la cosa giusta da fare... anche se penso sia una sconfitta per la vita... perchè anche se sofferente la vita è sempre tale e può sempre darci qualcosa di bello se vogliamo... AUGURI
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#37   24 Marzo 2008 - 17:06
 
Beh...si tratta di tematiche molto difficili da affrontare...c'è in ballo l'etica, la morale, la legge di un paese, la vita e la qualità di vita delle persone...in linea di massima non mi sento di dire nulla, nè di giudicare...se Chantal desiderava porre fine a quest'agonia...beh...già bastava ed avanzava per me la sua parola...perchè solo lei poteva provare tutte quelle sofferenze....e solo l'uomo, nella sua piena consapevolezza può decidere cosa è più giusto per lui...posso dire che è davvero una storia triste finita ancora più triste.....Auguriii e un pensiero va pure a Chantal, ovunque sia in questo momento...ciaoooo
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#38   25 Marzo 2008 - 09:04
 
santo cielo... questo post non fa riflettere solo sull'eutanasia, ma anche sul potere delle immagini..
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#39   25 Marzo 2008 - 17:16
 
Un storia che fa paura.
Io sono a favore dell'eutanasia, vigilata e regolamentata.
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#40   26 Marzo 2008 - 15:06
 
decisamente a favore dell'eutanasia quando la vita non è più vita.
E non può essere un'altra persona, la chiesa o chissà chi a decidere per me e x le mie sofferenze.
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#41   27 Marzo 2008 - 10:06
 
Non posso leggere al momento tutti i commenti precedenti quindi sinceramente non so se risulterò ripetitivo o controcorrente! Credo che le leggi siano necessarie e fondamentali finchè regolano la convivenza tra gli esseri umani ed evitano uno stato di anarchia! Le leggi sono utili finchè impongono a un essere umano di non nuocere ad un suo simile (contro la sua volontà)! Ma nel momento in cui una norma limita la libertà di un uomo per ciò che riguarda la sua stessa vita (ovviamente in casi particolari come quello da te indicato) allora non credo si possa più parlare di stato di democrazia! Nessuno dovrebbe imporre ad un uomo di soffrire inutilmente! E' vero, qualcuno potrebbe dire che la vita ce l'ha data Dio e Lui ce la deve togliere ma se Dio é infinitamente buono come potrebbe consentire che un suo figlio patisca simili sofferenze? Ma non è il caso qua di parlare di religione! Qua parliamo di errori e limiti dell'uomo! Se davvero siamo in una società (occidentale) libera allora dobbiamo avere anche la libertà di scelta sulla nostra personale vita. Ovviamente parlo solo di casi in cui tale scelta é dettata da insostenibile sofferenza fisica!!!
Mi sembra un pò come se le istituzioni in questo se ne lavassero le mani...ti costringono a provvedere da te!!! Devo concludere purtroppo e troppo bisognerebbe parlarne!!! é vergognosa questa indifferenza
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#42   27 Marzo 2008 - 21:29
 
Il caso in esame ovviamente non è l'unico. Il problema dell'eutanasia, come ogni problema, dovrebbe essere risolto tenendo una linea di mezzo tra gli estremismi. Voglio dire che non si può invocare l'eutanasia laddove anche una sola speranza di guarigione esista ancora e di converso, nemmeno sarebbe da rifiutare quando la malattia è allo stato terminale. L'accanimento terapeutico è un controsenso!

Un saluto. Mimmo
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#43   29 Marzo 2008 - 12:38
 
Come fanno a dire che questo accanimento è a favore ed a tutela della vita? E perchè un cattolico (che può perfettamente NON usufruirne, così come dell'aborto o di eventuali leggi sulle Coppie di Fatto che nulla tolgono a chi si vuole sposare in Chiesa) deve impedire ad un altro di poter vivere come meglio crede la propria vita creando di fatto delle limitazioni sulla libertà altrui?

E' una cosa cheancora qualcuno deve riuscire a spiegarmi...
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#44   29 Marzo 2008 - 15:38
 
non hai capito proprio niente della vita...
utente anonimo

#45   19 Aprile 2008 - 09:45
 
Nasce prima l'uomo o la legge?
La legge è un prodotto dell'uomo e in quanto tale l'uomo ha il diritto e dovere di plasmarla; non smetterò mai di pensare e dire che la vita non è meravigliosa in assoluto, non è un'occasione universalmente unica. A differenza di Ninetta e Laura Rocatello io non provo pietà per la Sebire, per Humbert, per Coscioni. Io li stimo profondamente, m'inchino di fronte al loro titanico coraggio e alla loro commuovente dignità. Provo pietà invece per chi, causa cecità mentale e assenza di classe e role taking, non riesce nemmeno lontanamente a immaginare cosa vivono queste anime sfortunate. E provo disgusto infine, nei confronti di chi strumentalizza il dolore per diffondere un' improbabile verità cristiana.

Ilaria
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