NOTIZIA NEL MIRINO: IL CALVARIO DI CHANTAL SEBIRE NON HA FINE
Parigi. Ritrovata morta, nella sua abitazione parigina, la 52 enne insegnante scolastica Chantal Sebire, la quale affetta da una gravissima forma di tumore che le aveva sfigurato il volto, si era vista rifiutare dalla magistratura francese la richiesta di eutanasia. La donna, madre di tre figli, da circa otto anni, viveva atroci sofferenze per via di una terribile forma tumorale denominata " Esthesioneuroblastoma ", che prende forma sul seno frontale e si protrae gradualmente su tutto il viso. Lei e il suo avvocato Gilles Antonowicz, avevano invano fatto appello al tribunale di Digione, per far si che mediante la concessione della morte assistita alla donna, quest'ultima potesse porre fine al suo martirio. Richiesta negata dal tribunale poichè il suicidio e il suo favoreggiamento sono ritenuti un reato per la costituzione Francese. A quanto pare la legge Leonetti votata nell'aprile del 2005, in seguito ad un altro caso eclatante per l'opinione pubblica francese e non dissimile da quello della Sebire, quello di Vincent Humbert ( giovane 19 enne che in seguito ad un incidente stradale ed ai dolori insoffribili, aveva chiesto di poter morire, in una lettera alla sua infermiera ndr.), era ritenuta da Chantal, in una nota intervista al giornale " Le Figaro " riportata dal suo avvocato, una offesa alla dignità degli esseri umani . In base a tale legge, la donna sarebbe potuta morire soltanto attraverso " La sedazione terminale " ossia una sorta di somministrazione di farmaci che provoca un lento deperimento fisico, senza alcun tipo di nutrimento. Una pratica ineffetti piuttosto discutibile. Difatti l'avvocato della donna si espresse negativamente su questa alternativa e sulla legge che ne favorisce la pratica. Qualche giorno dopo il ritrovamento del corpo di Chantal nella sua abitazione. Il ministero dell' interno parigino, non esclude come ipotesi più accreditata quella del suicidio. Adesso però, si mormora addirittura dell' eventualità di un'autopsia per appurare come sia morta la vittima. Il suo avvocato ritiene inconcebile tale scelta. Si prolungherebbe difatti anche dopo morta il calvario di una donna che si è vista negare, dato l'estremismo e la gravità del suo caso, una morte decorosa, al fine di far cessare quelle sofferenze atroci che ne hanno starvolto l'esistenza. Cosa ne pensate blogger dell'eutanasia e di questo caso? Vi aspetto in tanti








