Retrospettiva Album: Goldfrapp - Felt Mountain ( Mute records Limited ) Anno Di Pubblicazione: 2000
Amate le atmosfere decadenti di certi film che hanno come accompagnamento musicale le indimenticabili musiche di Ennio Morricone? Vi piacciono quelle voci angeliche che entrano in contrasto con melodie oniriche ma allo stesso tempo inquietanti e malinconiche? Vorreste immergervi in un un paesaggio naturale, lontani dal mondo odierno e dai suoi falsi miti, immersi nel verde di erbe sfiorate dai raggi solari, con gli occhi rivolti al cielo, imploranti pace o un'apparente redenzione? Questo disco di debutto del duo di Bristol, nato dalle ceneri del trip-hop e composto da Will Gregory - compositore di colonne sonore - ed Alison Goldfrapp - studentessa d'arte e cantante, con alle spalle una collaborazione di rilievo con quel genio visionario e assurdo che risponde al nome di Tricky - fà sicuramente al caso vostro. Dentro c'è un immaginario che mescola musica d'avanspettacolo anni 30 e 40, atmosfere circensi, un suono che rimanda alle mitiche colonne sonore dei film che si facevano un tempo e sopratutto rumori della natura: ad esempio di fruscelli e torrenti o di voci fantasma provenienti da boschi selvaggi e incontaminati depositari dei segreti dell'umanità. E poi c'è quella atmosfera magica, stregonesca evocata da quella voce meravigliosa e ammaliante di Alison che rimanda al canto maledetto delle sirene. Un canto che seduce e uccide, chiunque si lasci ammaliare dal peccato e dalla bellezza. In tal caso però nell'ascolto di questo cd non si rischia di morire bensì di rinascere. Questa musica può aiutarci a risorgere ad accettare il dolore e ad apprezzare la felicità che è racchiusa nelle piccole cose della vita. Registrato in un casolare, attorno ad un bosco, a riparo dal frastuono moderno e dalla fredezza industriale delle grandi metropoli, " Felt Mountain " è un piccolo gioiello d'eleganza e magnificenza musicale. Vi troviamo arragiamenti orchestrali e canti stregati, come nell' l'omonimo singolo " Lovely head " o nella tetra " Pilots ", che trasportano l'ascoltatore in universo parallelo al nostro, arcaico, fatto di passioni rudimentali e istinti animaleschi. Vi è qualcosa che al sapore di mistero nelle composizioni di queste canzoni, quasi fossero delle invocazioni magiche declamate col canto, come nella meravigliosa " Paper Bag " o accompagnate dal rumore di orologi, che enfatizzano la caducità degli uomini e del tempo ( Oompa Radar ). Meravigliose e tristi " Deer Stop " ( che ho messo a disposizione come mp3 nel precedente post ndr.) e Horse Tears ( che metto a disposizione in l'mp3 ). Due canzoni che parlano di amori impossibili e maledetti e che offrono la possibilità nel loro ascolto di rimarginare ( o perlomeno di ascoltarle) quelle ferite che ognuno di noi porta con sè nei meandri del proprio cuore e del proprio animo.










