OCCHIO AL DISCO: Baustelle \ Amen ( Warner Music Italia )
Non è facile per me, parlare di questo disco. Non è facile per me parlare dei Baustelle. Perchè? Probabilmente, perchè non conosco sufficientemente, i loro trascorsi musicali, i loro precedenti dischi. E ciò potrebbe, penalizzarmi, da un lato nella recensione. Ma non voglio farmi spaventare, da altre critiche musicali a riguardo, spulciate sul web, che defiscono il nuovo disco del trio Toscano, un buon album, ma non all'altezza dei precedenti, sia musicalmente che per quanto riguarda i testi, sopratutto quelli contenuti nei primi due dischi. Ho letto in una recensione, ad esempio, che la stesura di certe parole è azzardata, banale e caratterizzata da un'intelletualismo scialbo . Poi, ho letto in altre, che i Baustelle hanno tradito il loro stile indie-rock ultra alternativo ed innovativo del passato, per abbracciare un pop-rock semplice e immediato da classifica, manifestando tutto il loro dissenso per il nuovo corso musicale intrapreso dai ragazzi di Montepulciano( Siena ). Però anche nelle suddette critiche peggiori, veniva evidenziata la grandezza tecnica della band e le bellezza di determinate canzoni su altre. La cosa ridicola è che alcuni critici o semplici estimatori della band, hanno ritenuto brutte specifiche canzoni e belle altre, ad esempio c'era chi definiva L'uomo del secolo imbarazzante, invece altri che la ritenevano commovente, . Questo però, per fortuna, è anche il bello della soggettività, l'avere un proprio punto di vista spesso non concorde a quello degli altri. La storia insegna che quando una qualsiasi opera divide i critici e gli ammiratori, vuol dire che è grandiosa. Arriviamo perciò al punto clou della questione, cosa pensa il Signor Sciarra, del nuovo disco dei Baustelle, in base al proprio ascolto e alla non conoscenza adeguata del materiale inciso in passato dal gruppo? Sarò franco. Ho ascoltato molte volte il disco, letto e riletto i testi, visitato più volte il loro sito internet , per leggere commenti dell'affascinante e bravo leader della band " Francesco Bianconi " e degli altri altrettanto intriganti e bravi membri del gruppo, Rachele Bastreghi ,splendida voce femminile della band, e Claudio Brasini, loro chitarrista. Tutto questo è stato fatto, per attuare al meglio la mia ricerca filologica e non solo sulla rockband, cercando informazioni su come muovermi, ma mantenendo ben saldo il mio punto di vista. Risultato? " Amen " dei Baustelle è uno dei più bei dischi Italiani, a mio parere, uscito in questi ultimi anni nell'obsoleto e trash panorama musicale italiano. A prescindere, da chi storce il naso per il loro nuovo percorso musicale, che a dire di alcuni, concede troppo al " Pop ". Io rispondo che anche i Beatles erano Pop e che pop. Così i Baustelle. Fosse tutto così il Pop. Raffinetezza, straordinarietà compositiva, testi di grande poesia e di facile accessibilità per l'ascoltatore, confluiscono in un frullatore d'incanti sonori, di matrice new wave ed elettronica, da capogiro. Questo album ha dei testi che la maggior parte degli artisti Pop italiani e non solo, si sognano. E' a chi dice che erano meglio i testi del passato, rispondo che questi di adesso personalmente sono bellissimi e che comunque sono pur sempre, che siano o non siano inferiori a quello che hanno scritto agli esordi, nettamente al di sopra degli standard di molti artisti e gruppi Italiani. In questo disco si resta stupefatti da ciò che si scorge. Qui vi è letteratura, alto artigianato musicale, poesia ( anche se loro umilmente lo chiamano istinto, parole viscerate spontaneamente dalla pancia dicono, ndr ) ,onestà. Vi è L'Occidente, il suo decadimento, il suo essere spento, inquieto, alla ricerca di nuovi stimoli, nel bene e nel male, in contrapposizione ad un Oriente minacciato dalla società di massa. Vi è Dio, un Dio che guarda dall'alto il disfacimento e la paura all'isolamento delle proprie creauture, combatutte tra l'asservimento al sistema e la neccesità di scrivere per non morire dentro, per continuare l'espressione il più possibilmente libera di se stessi, più volte minata da invasioni esterne. A tal proposito, il sacro e il tema centrale di questo quasi concept-album. Esso ricorre difatti, come unico tentativo di svolta per l'uomo, dal malessere comune, volgendo lo sguardo diretto verso il cielo, verso le stelle, verso Dio. Inoltre, vi è la paura di amare, il chiedersi se l'amore esista veramente, in un mondo in cui tale parola viene usata impropiamente mediante vuoti sms oppure a cui spesso molti voltano deliberatamente le spalle, per noia e insodisfazzione, in squallide notte di sesso in una Dark-room . Le canzoni? Tutte meravigliose, tutte straordinarie nel loro essere così magnificamente Pop. Un Pop elegante , riflessivo, schietto, sporco e candido allo stesso tempo. Un pop unico, che rimane, come la grande musica nei nostri ricordi, nel nostro cuore, come traccia indelebile, inestirpabile . Che dire delle citazioni? Si và dal tormentato cantautore Piero Ciampi al sofferente Pier Paolo Pasolini; a Baudelaire e Socrate; al cantante Country, Lee Hazlewood e a Nancy Sinatra; sino ad Alfredo Rampi ( il bambino di nove anni, che cadde in un pozzo tenendo inchiodati milioni d'italiani nei primi anni 80, quando termino il riserbo da parte dei media verso una una tragedia, con la sua spettacolarizzazione ndr.); si rimane esterefatti dalla bravura in cui esse vengono snocciolate nelle parole, per nulla pretenziose o artificiose. Musicalmente c'è pop, rock, elettronica molto anni 80 ( la splendida Baudelaire nè è l'esempio perfetto ), strumenti a fiato, orchestrazioni degne di una colonna sonora di un film western ( Etiophia,Spaghetti Western ), folk e country . Collaborazioni di rilievo: Sergio Carnevale , Alessandro Alessandroni che ha collaborato con Ennio Morricone, il musicista etiopie Mulatu Astatke nel pezzo d'apertura ( E così sia ) , l'orchestra d'archi di Silvia Catasta e Edoardo De Angelis ecc.... Poi le voci dei due, che o singolarmente o sovrapposte l'una sull'altra nel ritornello o nella strofa di un pezzo, ci cullano in melodie disincantate, al contempo dolci e amare, che ti scavano nel profondo e ti rendono sopportabile tutto ciò che la nostra società trsitemente sta vivendo . Con la musica, con l'arte fatta di ideali, di speranze, di sogni ciò è possibile. Scrivendo come fecero Ciampi, Pasolini, Tenco, esprimendosi autenticamente e impavidamente con la propria arte come un Caravaggio o chiunque altro creda nella vita, nonostante tutto. E se il mondo non è in grado di capire e si è stanchi di credere in qualcosa, cercando una via di fuga all'esistenza nella morte, ricordate " Sarebbe comodo. Andarsene per sempre. Andersene così. Andarsene da qui " . Ascoltateli e andate in pace. Amen