martedì, 26 febbraio 2008

RETROSPETTIVA ALBUM: LISA GERMANO " GEEK THE GIRL " ( 4ad ) 1994

Molti di voi si chiederanno chi è Lisa Germano? Cosa avrà mai fatto, costei in ambito musicale?   Domanda più che legittima per chiunque, sia per quanto riguarda i consumatori di musica più accaniti e meticolosi nelle loro scelte musicali, che per quanto concerne chi la musica l'ascolta solo in base a quello che le radio passano. E' cio vi assicuro è un gran peccato! Perchè non sto  parlando di una pincopallina qualunque, ma di una  delle più grandi cantautrici degli anni 90. Purtroppo, causa una distribuzione non molto efficiente, avuta nel corso degli anni ed una propensione della stessa artista a non voler accettare alcun tipo di compromesso con le major ( Lisa ha rotto con la capitol anni orsono ndr. ); questo genio del songwriting al femminile è passato completamente inosservato al grande pubblico, per fortuna non alla critica che ne loda il grandioso talento. Quindi ovvio che molti di voi non la conoscano affatto, aimè! D'obbligo da parte mia con questa recensione, rendergli nel mio piccolo, un pò di giustizia. Polistrumentista, violinista dalla tenera età di soli 7 anni, di origini ( cosa ben chiara dal cognome ndr. )  italiane, statunitense precisamente dell'Indiana, Lisa cominciò la sua carriera musicale tardi, nel 1991, all'età di 34 anni, lasciandosi alle spalle un matrimonio durato ben otto anni. Periodo che ricorderà tra i più difficili della sua vita, dato che, come dice lei stessa, dovette abbandonare parzialmente la musica. Scoperta dal produttore John Mellencamp, Lisa si fa notare subito con un primo album di stampo folk " On The way Down From The Moon Palace " , dove già mostrava la sua predisposizione alla sperimentazione musicale. Quella stessa sperimentazione che renderà le sue canzoni, nei successivi anni, degli abili incastri sonori in cui primeggiano, chitarre e strumenti classici, in una commistione tanto perfetta quanto affascinante, di voce e suoni. Un forte sentimento d'inquietudine pervade le sue canzoni oscure, torbide, drammatiche, costantemente sull'orlo di un baratro sonoro ed emotivo di rara bellezza e originalità. Tragedie in musica, le sue canzoni, spesso a mò di filastrocca. Ma attenzione! Tali atmosfere create da Lisa, non emergono al primo ascolto delle sue canzoni, che apparentemente potrebbero risultare solo un pò strane e improntate su qualcosa di misterico. E man mano che l'ascolto procede, che esse si insinuano, nell'ascoltatore travolgendolo completamente in un incanto fiabesco e stregato, fatto di incubi e conflitti interiori vari, in cui l'emozione  è trascinata in un continuo fermento, masochista  e  persino gaudioso. " Geek the girl " riassume quanto detto. Questo disco oltre ad essere il suo capolavoro, oltre che uno dei più grandi dischi degli anni 90, al pari di " Never Mind " dei Nirvana o di " Grace " di Jeff Buckley, rappresenta la genesi del dolore, la convivenza e l'accettazione di esso. Un dolore inesorabile, alienante,  ineluttabile, per il quale qualsiasi azione è inutile, l'esistenza è un canto straziante e l'espressione,l'immagine più autentica della sofferenza. Vi è un'azione catartica angosciosa da parte della Germano, al quale la sua disperazione non porta ad altro che ad accettare la dolente vita per quello che è, quindi tale tentativo di catarsi fallisce.Abbiamo un pessimismo cosmico, che viene messo a fuoco, in questo gioiello in musica, attraverso storie femminili: la donna con le sue angosce, le sue persecuzioni morali, il suo martirio dinanzi alla violenza dell'uomo, la sua alienazione, la sua fragilità femminile. Suoni dark, parenti stretti di Nico e Laura Nyro, blues nero, alternative rock e folk qui si coniugano alla perfezione ed i risultati sono lodevoli. In questo concept album nero, dalle forti tinte oscure, noir , Lisa da voce a storie di donne la cui esitenza, come già detto è pervarsa dalla tragicità. Sembrano tragiche eroine greche le sue, il cui destino è scritto ed accentuato dagli innumerevoli cambi sonori delle canzoni, in cui l'abilità di Lisa che suona quasi tutti gli strumenti ( violino, tastiera e chitarre ) è davvero sorprendente. Inoltre, i tre intermezzi di tarantella che troviamo posti all'interno dell'album, impregnano di un'atmosfera straniante, forzatamente festosa l'album, quasi a voler sembrare una presa in giro verso se stessi e verso la vita così spietata. L'album s'apre con le chitarre elettriche di My  Secret Reason, una confessione in musica d'arrendevolezza all'orrore quotidiano; si procede con Trouble di matrice pop, forse il pezzo meno tormentoso e più sereno del disco. Geek The Girl è la discenza agli inferi, con sonorità  degne di un film di David Lynch; Cry Wolf rincara la dose  ed accresce l'apertura di nuove ferite, col suo canto ipnotico e sensuale; A psichopath è il centro dell'inferno. Lisa declama quasi canticchiando la melodia, il dramma di una donna che viene violentata e picchiata dal marito, con sottofondo la vera chiamata ad un pronto intervento da parte di una giovane in balia del raptus di follia del suo compagno. Agghiaciante, funerea, caratterizzata da suoni ipnotici, quasi a voler rendere il tutto un sogno macabro. Sexy Little Girl Princess sembra l'emblema di una musica visionaria, illusoria. Phantom Of Love è l'unica traccia strumentale del disco, un abile esercizio di stile della nostra; poi abbiamo Cancer Of Everyhig con i suoi archi e per finire Of Love and Colors e Star, dove l'atmosfera si fà più rilassata, in cui Lisa ci propone come unica via di fuga dal male regnante nelle nostre vite  "l'alienazione dell'essere ", una solitudine neccesaria per l'anima e per un'apparente salvezza. Splendido, originale e coraggioso, questo cd è fenomenale, come la sua artista. Per assurdo un esorcizzazione in musica del dolore che oltre a commuoverci, può aiutarci a non averne paura. CAPOLAVORO!!!

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mercoledì, 20 febbraio 2008

Notizia nel mirino: Al rogo gli Omosessuali?

Roma. E' di questi giorni la notizia, che un noto locale romano gay di Via San Giovanni in Laterano, Il Coming out , ritrovo preferito d'innumerevoli gay, lesbiche, transessuali o simpatizzanti della categoria, è stato bruciato. Tale pub è stato spesso teatro di azioni intimidatorie di vario genere, in particolar modo in questo periodo, che si aveva intenzione di inaugurare la cosidetta Gay Street. Scelta tral'altro, non vista di buon occhio, da determinate persone e sopratutto dai vari gruppo politici militanti omofobi, presenti nella capitale. Difatti, si sono susseguiti in questi mesi, azioni intimidatorie verso il locale, la cui causa sembrerebbe da ricercarsi  nell'ufficializzazione della futura strada gay, di per sè occupata costantemente, sopratutto in orari serali, da persone omosessuali. Queste minacce  si sono palesate, con veri e propri manifesti, di disprezzo nei riguardi di persone glbt. Per le forze dell'ordine non è ancora ben chiaro il movente del gesto, la quale modalità si è esplicata , mediante materiale infiammabile gettato nella casella della posta del locale romano, che via via ne ha dannegiato pittosto gravamente l'interno. Il presidente dell'Arcigay Roma, Fabrizio Marazzo, non ha dubbi, in merito all'accadimento, affermando che è stato sicuramente un attacco frontale contro la comunità. Il Coming out è un locale simbolo per i gay romani, un luogo ove si radunano, un numero crescente di gay e lesbiche, ove vibra il cuore della comunità, che è libera di potersi esprimere maggiormente, dato che troppo spesso messa in sordina ed emarginata. La decisione, a dire di Marazzo, di rendere zona pedonale il tratto di strada adiacente al locale, per via del tasso enorme di giovani lì presenti, ha dato via ha una serie di opposizioni, che sono scaturite recentemente in minacce di morte ai danni di quest'ultimo, per la sua lotta contro l'omofobia e il suo intento di voler far  istituzionare la gay street. Contrastanti i pareri di molte persone omosessuali in merito all'argomento: Vi sono persone come Paolo, gay 25 enne, assiduo frequentatore del luogo, che afferma che in quel periodo si percepiva in quella zona, una certa aria di tensione, un clima teso, dovuto a suo dire ad azioni poco edulcorate di militanti del partito di Forza Nuova, contro persone omosessuali. Altri, come Filippo 30 enne, colpevolizzano le istituzioni stesse, dando sfogo ad una serie di congetture piuttosto ardite, in cui alleggia il fantasma della chiesa cattolica; per altri non si tratterebbe di un'azione omofoba invece, ma di un semplice regolamento di conti riguardante il pagamento del pizzo del locale. Marazzo però, resta fermo nella sue posizioni e venerdì sera alle 22.30, darà il via ad un vero è proprio sit-in, contro azioni discriminatorie e omofobiche ai danni della comunità gay. E voi cari miei blogger, cosa ne pensate, si tratta di un atto omofobico? E' cosa pensate dell'omofobia? In seguito anche agli ultimi casi di cronaca che l'hanno vista protagonista, come quello in merito ad un ragazzino di tredici anni di Torino, a cui i compagni di scuola, hanno spezzato le gambe perchè faceva danza e voleva diventare un grande ballerino, abbracciando uno sport da sempre ritenuto poco virile per la cultura italiana. Rispondete in tanti, pro e contro, senza censure. Ecco, riportate qui sotto, le foto del Coming out di Roma:

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martedì, 19 febbraio 2008

cat powerOCCHIO AL DISCO: CAT POWER - JUKEBOX

Chan Marshall, in arte Cat Power, torna a far parlare di sè, con un nuovo disco, una raccolta di cover, contenente anche tre brani inediti. E' così si riaffaccia nel variegato e più volte tristemente  scialbo panorama musicale, un'artista di talento dell'universo indie americano, che ha saputo regalarci in passato vere e propie gemme musicali.  Una  cantautrice di gran fascino, capace di stregare i suoi ascoltatori con la propria voce sofferta, sospirata ed una carica interpretativa che regge il confronto con molte cantautrici e le supera per quanto concerne  profondità e  talento nel songwriting. Lasciatasi alle spalle le crisi esistenziali di qualche tempo fà, che ne hanno delineato il personaggio a suo malgrado: concerti lasciati a metà, ricoveri in cliniche psichiatriche per depressione, sbronze varie. Cat Power si ripresenta con un album bluesy, come al suo solito raffinato ed emozionante. La scelta dei pezzi non è mai scontata, anzi, vi è una precisa intenzione della nostra di attingere a canzoni e registri melodici tutt'altro che facili, d'artisti che ne hanno influenzato il proprio bagaglio musicale: Janis Joplin, James Brown, Bob Dylan, Hank Williams, Joni Mitchell, Frank Sinatra e così via. Originale e sorprendentemente drammatica, la cover di  " New York New York ", spogliata dalla sua patina d'inno di un musical, coinvolgente e delicata la rilettura in chiave pianistica di un classico di Billie Holiday " Don't explain ", interessante e intrigante la versione acustica di " Silver Stallion " di Highwaymen. I pezzi migliori, però, restano gli inediti, dove il mistero e il graffiante estro della nostra gattina emergono a pieno, come ad esempio, in " Song To Bobby " ( vi metto a disposizione il suo mp3 ), canzone nella migliore tradizione cantautoriale americana. In cui viaggi on the road, libertà, terre vergini, corpo e anima, convivono in questo bel pezzo, già un classico, immune al trascorrere del tempo.

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sabato, 16 febbraio 2008

ZOE TAMERLIS LAND: INDIMENTICABILE ICONAzoe tamerlis

Un' icona. Un' Artista. Un genio. Tre aggettivi per descrivere Zoe Tamerlis Lund, nome che ai più non dirà molto, mà ai fans del regista Abel Ferrara, risulterà tremendamente familiare dato che Zoe fu protagonista di quel CultMovie di Abel che risponde al nome di L'Angelo della vendetta ( nome originale della pellicola Ms 45, dal nome della psistola usata dalla protagonista ndr. ) Una pellicola sconvolgente, carica di violenza estrema, in una New York mai così cupa e tetra."  Zoe Zoe Zoe ", su internet ho cercato tutto ciò che potesse riguardarti, poichè prima non ti conoscevo bene. Ricordo una notte di qualche estate fà, in cui urtato e accigliato, per non esser potuto uscire con amici, causa influenza, virus che ha una certa predisposizione a dar persecuzione alla mia persona, vidi in telisivione un film un pò strano. Con una ragazza muta, bellissima, apparentemente innocente, giacchè seminava terrore nelle strade polverose e malfamate di New York, con una pistola in mano. Mi restò stampata una scena in mente, come dimenticarla: 5 delinquentelli di notte, dall'aria furtiva, che attorniano questa ragazza in uno spiazzale, posto al centro di un parco, pronti a farle del male. I 5 cominciano a girarle attorno, a fiutare la loro vittima, a sfidarla, forse a studiarla? Ma sono del tutto inconsapevoli di ciò che li aspetta. La bella Zoe comincia a sparlarli in sequenza ad uno ad uno, sino a tramortirli tutti per terra. Mi dico " Cazzo, che scena !!!!!" e comincio a guardare il film con una certa curiosità, sono ipnotizzato dal fascino della protagonista, dal viso angelico e lo sguardo adirato, freddo. Ma andiamo per ordine: Zoe nasce nel 1962 e sin da giovanissima il suo anticonformismo e la sua ribellione la portano ad unirsi a movimenti di protesta studentesca, divenendone figura di primo piano, leader incontrastata. A mille passioni: la pittura, la musica ( dove mostra un notevole talento ), ma sopratutto il cinema. E' questo il mezzo con cui Zoe ritiene di potersi esprimere al meglio, dando sfogo alle sue ambizioni filosofiche, alle sue teorie, alle sue provocazioni. Folgorante, l'incontro con due " geni neri ", due esploratori delle cosìdette zone d'ombra dell'uomo, quei Abel Ferrara e Nicholas St. John che diveranno compagni d'avventura  di Zoe, verso il tanto bramato mondo della celluloide. Da questa felice collaborazione nasce l'inquietante e bellissimo " L'Angelo della Vendetta " film splendidamente diretto da Abel e divinamente interpretato da Zoe, che interpreta questa ragazza muta, la quale, all'uscita dalla sartoria in cui lavora, subisce a distanza di poco tempo ben due stupri.  L'ultimo dei quali la porta a reagire e a difendersi, uccidendo un rapinatore che si era insediato nella sua abitazione, mentre cercava di abusare di lei. Di lì in poi, la protagonista sprofonderà in un' insana follia, in un delirio d'odio e vendetta, ove gli uomini sono visti come animali, come bestie, che bisogna uccidere, che bisogna eliminare, a cui non voler più assolutamente sottostare! Taglierà la sua prima vittima ( lo stupratore ndr.) a pezzettini, e man man che il film andrà avanti, si libererà dei sacchetti dove sono racchiuse le varie parti di esso ( anche se ne darà dei pezzetti anche al cagnolino, della vicina di casa ); Il tutto con contorno un turbine di violenza notturna. Dì notte, al calar delle ombre e dell'anonimato,  Zoe andrà a caccia di uomini da uccidere. Memorabile l'ultima sequenza: Zoe vestita da suora e truccata come una puttana, che fa strage in una festa in maschera, di ogni singolo uomo che lì vi è presente, il tutto scandito a tempo di musica funky. Devastante! Zoe sarebbe potuta divenire un'attrice di rilievo ad Hollywood, un'icona assoluta, la nuova Greta Garbo per alcuni, aimè non fu così . Le droghe la resero schiava, la dilaniarono, le impedirono di poter portare a termine dei contratti importanti. Eppure lei non se stava di certo con le mani in mano, scriveva sceneggiatare, una miriade di sceneggiature, incentrate di temi filosofici, letterari, religiosi. Ma la sua dipendenza dalla droghe le impedirono di spiccare il volo. Di nuovo Abel, le concesse una seconda possibilità, la riesumò dal suo nichilismo autodistruttivo, decidendo di dirigere una sua scennegiatura " Il cattivo Tenente ", da sempre uno dei suoi film capolavoro. E infatti fu  un trionfo, un autentico exploit. Le droghe, però, non diedero pace a Zoe, che nel 1999 a Parigi, all'età di appena 37 anni, si spense improvvisamente, morendo di infarto per abuso di stupefacenti. Resta un'icona, per pochi forse, però per quei pochi è " Un'Icona Assoluta "; sicuramente indimenticabile per il mondo ferrariano! Le dedico un pezzo strumentale di un altro genio maledetto, Serge Gainsbourg " L'Adieu ".  A un'icona Assoluta....  

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giovedì, 14 febbraio 2008

OCCHIO AL FILM: CARAMEL DI Nadin Labaki, con Nadin Labaki, Yasmine Al Masri, Joanna Mouzarkel

" Un salone, un semplice salone di bellezza può esser tutto questo? " Un susseguirsi di emozioni e autentica umanità, un pregiato e  prezioso scrigno di sentimenti dove il legame tra donne è forte, pulsa di vitalità, riverbera di sogni, aquisisce vigore dalle paure, nell'unione. E' l'unione difatti, tutta al femminile, che pone al centro del film, le storie di queste sei donne. Frammenti di vita, che compongono un puzzle, dove l'amore e la ricerca di se stesse, inebria di sensuosa e raffinata femminilità le nostre sensibili protagoniste. Presentato a Cannes, il film cattura sin dalla prime sequenze il telespettatore per la sua spontaneità, il suo fascino misterioso emanato da sguardi ridenti  vibranti luci, emananti calore. A Beirut, realtà difficile, ove la convivenza libano-cristiana è particolarmente complessa le donne si fanno scudo tra loro, a mò carameldi tutela dei loro sentimenti, dei loro teneri cuori. Vi è la bellissima Layal ( Nadin Labaki, regista del film ndr. ) affamata d'amore, persa per un uomo sposato, in balia del furore dell'innamoramento; vi è Nisrine di famiglia musulmana, angosciata perchè prossima alle nozze e non più vergine; l'ormai matura Rosa, in preda nel vivere nuove emozioni dategli da un attempato e timido corteggiatore, tesa però ad occuparsi dell'anziana e spersa sorella Lili ; vi è Rima, omosessuale, alla scoperta di una sessualità che sta affiorando in lei come fior campestre nella stagione primaverile e Jamale, divorziata, alla ricerca di una seconda giovinezza perpetuata attraversa la presentazioni a provini televisivi e ad una estenuante ricerca di un'immagine che la faccia sembrare più giovane. Vi è poesia.... vi è realismo, reso ancor più calibrato da una bella scenneggiatura mai stucchevole, mai banale. Gli attori, assoluttamente non professionisti, rendono al meglio un lavoro corale, ove le storie dei singoli personaggi non predominano tra di loro, anzi rendono fluida la narrazione come in un' orchestra la cui alchimia  sinfonica è perfetta. Lo spirito della pellicola è impregnato sulla commedia, sull'ironia creata dalle situazioni divertenti, su sguardi d'intesa e sorrisi come si suol dire da classico sfottò. " Caramel  "è un film originale, magnifico, una commedia diversa dal solito che emana magia, arte stregonesca tipicamente femminile. Candidato all'oscar come miglior film straniero, a ottime  chance di vincerlo. Da vedere.

Dato che oggi è San Valentino, vorrei donare in dono miei cari blogger, innamorati e non, una pregevole canzone di Jose Feliciano " Light my fire ", cover dei Doors. Buon ascolto!!!

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sabato, 09 febbraio 2008

into_the_wild_movie_posterOCCHIO AL FILM: INTO THE WILD DI SEAN PENN con Emile Hirsh, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jona Malone, Catherine Keener

Inauguro una nuova rubrica, dedicata al cinema, in cui vi consiglierò e recensirò possibilmente bei film, anche se......... 

" Intervenite con i vostri commenti, se avete visto il film o vorreste vederlo. "

" La ricerca della verità ": la profonda e più celata essenza dell'uomo, la riscoperta del sè incontaminato, deturpato della sua autenticità d'origine puerile dalla società di massa; dal cinismo che rende incapace l'ascolto e l'ascoltarsi, primordiale risorsa per gli esseri umani, affinchè si stabilisca e sia dia un senso alle cose; dalla brama di potere che corrompe i sentimenti, distraendone la forza da cui trarre vitalità, sottomettendone il sentire. Per poi portare come conseguenze a una vita sterile, fatta di finzioni e convizioni, rituali borghesi la cui cadente facciata è un precipizio di ipocrise, bugie e odio senza fondo. Cosa fare? Sembra porsi come domanda Christopher McCandless, per il proprio percorso di formazione estetica, culturale, esistenziale, che potremmo definire in parole povere " vitale ", in quanto raggruppa a sè tutto ciò che l'uomo è e dovrebbe essere. La sua è una storia che doveva essere assolutamente raccontata, chi meglio di Sean Penn, iconoclasta per eccelenza, antidivo nel d.n.a poteva farlo. Ed ecco a voi la storia vera, tratta dall'omonimo libro di Jon Krakauer di un ragazzo che stanco della piatezza di una vita scialba, programmata dalla sua famiglia, la cui facciata di famigliola americana per bene e perfetta, fa crepe su ogni trave che ne soregge il proprio cemento marcio, decide di fuggire per un viaggio ambiziozo in Alaska, con in tasca e nel cuore Tolstoj e Jack London, alla ricerca di quella verità che i suoi stessi genitori gli hanno negato. Ne scaturirà un viaggio on the road che fa bene all'animo, al suo ( aggiungerei a quello di coloro che andranno a vedere il film) e a quello delle varie persone matti e insicuri, alienati e rattristati, hippie e sognatori che incontrerà nel proprio percorso avventuroso, galvanizzante e spirituale. Sarà un'esperienza unica, ove Christopher sfiderà più volte la sorte e Dio stesso, attraversando fiumi impraticabili, fitte montagne rocciose o arginando piogge torrenziali alla ricerca di quel bello, di quella purezza che per essere ritrovata richiede che il vento ritorni a soffiare nel proprio cuore. La società e marcia, spogliamoci dei suoi falsi orpelli, esorcizziamo i suoi falsi miti. Un gesto estremo, coraggioso che lo porterà alla maturità e a quella completa saggezza a cui pochi uomini possono aspirare. Un film d'estrema dolcezza, in cui la commozione e l'ammirazione accompagnano lo spettatore in terre sconfinate, prive del supplizio e della superficialità del mondo moderno, che pare avere dimenticato la natura, pare aver dimenticato se stesso. Andatelo a vedere perchè ne vale la pena. Note tecniche: Sceneggiatura, regia, fotografia e attori ( in testa il giovane e superlativo Emile Hirsh ) eccelenti. Un capolavoro fuor di dubbio... Questo è il cinema americano che amiamo!!! Frase memorabile tratta dal film " La felicità va condivisa ". Annotate!!!

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mercoledì, 06 febbraio 2008

stupro1NOTIZIA NEL MIRINO: SPETTACOLARIZZAZIONE DI UNO STUPRO

Palermo. Tre ragazzi di Altofonte , Benedetto Lo Nigro, 28 anni, Giuseppe Lipari, 26 anni, e Giuseppe Di Carlo di appena 21 anni , dissocupati, sono stati arrestati a Palermo dai carabinieri di Monreale ( anche se ad uno di loro sono stati concessi gli arresti domiciliari ) con l'accusa di violenza sessuale, perpetuata ai danni di una giovane, nell'agosto del 2007. In quel dato periodo, alla ragazza sembra sia stata tesa una imboscata. Quest'ultima si sarebbe dovuta incontrare con il suo ex fidanzato Lo Nigro, credendo in una riconciliazione coll'uomo. Ad accompagnarla nel luogo dell'appuntamento, una zona piuttosto isolata del luogo, Di Carlo, l'altro complice dell'accaduto, amico intimo del suo ex. Arrivati sul posto prende via l'inferno, il gioco meschino e archittetato abilmente dai ragazzi: la giovane viene brutalmente stuprata, a turno dei tre, che mentre abusano della loro vittima, si alternano nel riprenderla col cellulare, consuetudine riccorente in questi ultimi anni, per quanto concerne gli stupri. Come spesso accade, in questi casi, la giovane non denuncia immediatamente quanto è avvenuto per la vergogna. A spingerla a farlo, sarebbero stati filmini inerenti alla violenza, che circolavano impunemente tra i ragazzi del posto. A quel punto, la ragazza nel Dicembre del 2007, decide di sporgere denuncia nei riguardi del branco. Ieri, due dei giovani, in seguito alle misure cautelari emesse dall'autorità giudiziaria, sono stati arrestati e condotti al carcere di Palermo. Solo Giuseppe Di Carlo e agli arresti domiciliari, sotto la stretta sorveglianza dei militari dell'arma. Ultimamente, la spettacolarizzazione di uno stupro è divenuta una moda  tristemente diffusa. La sete di violenza di uno stupratore non solo è alimentata dal silenzio della vittima, ma anche dall'uso ricattatorio, ai danni di essa che spesso si fa,per mezzo delle nuove tecnologie a portata di tutti. Di questo insano voyerismo, tral'altro,  si rendono complici anche coloro che assistono ad una cosa del genere, semplicemente dal proprio cellulare o scaricandola da internet, facendo così in modo che i violentatori e la vittima irrompano in un meccanismo perverso e insano, in cui l'abuso è reso durevole. Ciò che lo aggrava quindi, ancor di più, è il contributo di coloro che si rendono partecipi al voyerismo dello stupro sponsorizzato, poichè si diviene partecipi nel guardarlo! Perchè non si attua una maggiore sensibilizzazione a tal proposito, tra i giovani, all'interno delle scuole, riguardo all'uso che si fa della tecnologia? Ancora una volta, come hanno intenzione di intervenire le istituzioni? Non solo in merito al livello informativo, ma anche in merito a delle leggi civili riguardo la violenza, nella sua accezzione generale, ai danni delle donne. Ma lo stato italiano come tutela le donne? Le tutela ?  Inserisco un pezzo della cantautrice folk, Lisa Germano "...  A Phisocopath ", titolo che calza a pennello, in merito all'argomento. Ove è registrata la chiamata vera, in sottofondo, di una donna in balia di uno stupro. In tal caso, potreste dire, anche questa è spettacolarizzazione di uno stupro! Io invece,  la chiamerai riflessione aggressiva e a volte necessaria sulla crudeltà della realtà. Blogger intervenite....

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mercoledì, 06 febbraio 2008

Poetastro poetante: Poesia

Temo l'approdo in terraferma:

E' il tempo della realtà, sposa ripudiata con sgarbo,

legame controverso con il più volte scansato mondo esterno,

legame controverso con il più volte scansato me stesso, me medesimo o presunto tale.

Me, me, me, "Io ": termine e principio, ansia e sollievo del mio spirito, credo....

Guardati allo specchio! Guardati....

Ove è riflesso il vero, ove dimora lo sguardo dolce e perverso,

che il tuo animo rimproverato, ti ha più e più volte negato.

Cosa Vedi giovane spaurito, irrealista, utopista e inconcreto?

Vedi te stesso? Te Uomo? Te immagine?  Te Vizio?  Te demone? Te angelo?

Cosa vedi, con lo sguardo avverso del passato, tramortito e tramontato? Coll'irrealismo del ciò che è stato?

" Vedi te fanciullo, demolito dal riso altrui,

deriso dai tuoi coetanei, murato dal pregiudizio e sbeffegiato dal giudizio.

Vedi tuo padre e i suoi insulti di cartapesta,

 le sue bandite debolezze e i bagliori della sua ira...."

Vedi, Vedi, Vedi.....

Qualunque cosa tu veda,

reale o irreale,

innocente o colpevole,

pura o abbietta,

" Amati ", Amati......Ti prego

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