Sprazzi d'intimità di un poetello, scrutante il proprio cielo
Ho voglia di scrivere di me oggi, ho voglia di dar voce al cielo, a un cielo a volte impensiorito dalle nubi invernali, ma oggi incredibilmente sereno. E' così bello farsi sedurre dall'odore della quiete, per una volta, per una volta almeno. Spesso l'inquietudine mi assale, come un killer efferrato ed io sono disarmato, non immune allo squarcio criminale della propria mente masochista e pensosa. Di un pensoso che è frenesia negativa per la ragione, che dar noia e strazio vano. Come è difficile accettarsi, come è difficile volersi bene, amarsi con ardore e con serena cortesia e il giusto rispetto per la propria persona. Come è difficile esser miti con i propri ingarbugli mentali, paranoie infinite, paure in parte ingiustificate. Cosa fare allora? Santo cielo, cosa fare? Bè...... Vivere. La risposta è lì.... Amarsi, tollerarsi e vivere! E' godersi questo cielo sereno, preparandosi inevitabilmente ad altre nubi di ferocia ancor più forte, accecanti per la lor cupezza che in realtà nuova luce celerà... Prepariamoci alla vita, ai suoi alti e ai suoi bassi.... Con amor proprio e amor per essa, giogaia, paese di monti perniciosi, imbevuta di scosse, intrisa d'amore..... La dedico ai miei più cari amici, fatela vostra. Crediate all'amore, alla maliconia, a vostar signoria gioia e a santa Addolorata Maria Dolore. Vivete però! Con paura anche, perchè no? Ma vivete. Vi è serenità nel mio scrivere, pur d'inquietudine... Serenità.!!!!! Ho bisogno di bel tempo e anche di aquazzoni. Ho bisogno di crescere e viver mai meschino, mai lucroso dei dolori altrui. Oggi il cielo è operoso, Oggi il cielo mi dice " C'è vita...... "