giovedì, 15 maggio 2008

Notizia nel mirino: Gli Hikikomori, Reclusi Per Non Vivere

" Noi giovani vogliamo morire, lasciarci finire lentamente dall'uggiosità di una triste apatia, rassegnazione ad un destino funesto". Questo potrebbe essere lo slogan degli Hikikomori,  che letteralmente significa  " isolarsi ", adagiarsi alla solitudine. Chi sono? Una fascia, tutt'altro che trascurabile, di giovani nipponici che decide volontariamente di passare la propria vita, in completa solitudine, nella propria stanza, non avendo più alcun contatto fisico e mentale con la realtà esterna. Il mondo come si suol dire è morto per loro e in molti casi piuttosto estremi, con loro. Questi giovani passano le loro giornate su internet, in chat e nei loro blog. E' restano chiusi nel loro stanza e nella loro realtà immobile e astratta a rannichiarsi nel proprio letto, divorati da una stanchezza costante e un malessere crescente e insostenibile che in alcuni casi li porta al suicidio( ve ne sono 30.000 ogni anno per questo motivo in Giappone). E' allarme tra la gioventù nipponica! Si stimano circa un milioni di Hikikomori nel paese. Ragazzi che non escono dalla propria stanza da anni, che abbandonano gli studi e vivono di alienazione e sfoghi sul web. Le cause del fenomeno stando agli esperti, sono da ricercare in una società competitiva e individualista, che spinge i giovani ad isolarsi, a fuggire dalle aspettative da cui sono investiti. Quali aspettative? Bè, quella di realizzarsi nella vita, avendo una buona posizione economica. In Giappone, vi è il culto del mito del Vincente, una persona perfetta quanto cinica che deve sapere sin dalla prima fase dell'adolescenza cosa vuole e chi è. Cosa inpensabile, dicono molti psicologi e autori come Haruki Muraki ( Kafka sulla spiaggia ndr.) per chi è molto giovane e non ancora si conosce, venendo sbrigativamente messo sotto pressione da una società imperniata sull'incomunicabilità. Da qui la fuga in internet e nella propria stanza. Una fuga che ad alcuni ragazzi costa la vita.

 

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mercoledì, 07 maggio 2008

Ornella Serpa: L'irruenza Di Un' Esistenza Vissuta E  Mai Temuta

" Questi Uomini sono la società ed io non mi fido della società". Una frase forte questa, Una frase che è più forte di un pugno dato con ira ad un odiato avversario,  più sottile di un ago infilato tra le sete di un telaio. Una frase vera,  pronunciata a testa alta, senza esitazione alcuna o dubbio su ciò che è stato detto o fatto contro la " Suddetta Morale Italiana ". A pronunciarla, una persona che ho avuto l'onore di conoscere di persona indirettamente tanti anni fà al circolo Omosessuale di Roma del Mario Mieli," Ornella Serpa ". Una persona unica ed inimitabile, a cui il coraggio e la forza di certo non mancavano; ma anche la lealtà, l'intelligenza, la cultura e la dolcezza. Conobbi questa donna transessuale una giornata piovosa e particolarmente triste di primavera del 2005. Mi ero appena trasferito a Roma ed ero molto impaurito dalla grande metropoli, vivevo tutto con estremo disagio, vivevo me stesso con estremo disagio. Avevo grandi difficoltà ad accettarmi in quanto omosessuale. Parola che mi ha sempre fatto male, ferito, turbato profondamente. Non volevo accettarmi, non volevo vivere. Poi andai per caso al Mario Mieli, associazione culturale di persone gay, lesbiche e trans e lì conobbi l'indomita Ornella. Eravamo al Welcome, l'associazioni per giovani omosessuali che funge come gruppo di aggregazione per chi come me, si stava ancora scoprendo ed accettando ( con le dovute prese di distanza da un certo operato di certi operatori ndr.) . Lì la sentii per la prima volta  e ne rimasi rapito, estasiato da un intelletto così vivido e puro. Vedevo una persona libera come poche altre conosciute nella mia vita. Una persona che parlava di prostituzione e del suo lavoro di prostituta ( ha fondato il Codipep - Il Coordinamento per la difesa delle persone prostiute ndr.) con estrema naturalezza e conspevolezza. Una persona capace di parlare di chiesa, politica, filosofia, poesia e clienti con grande saggezza e profonda umanità. Non ebbi mai il coraggio di parlarti Ornella, mai la forza di dimostrarti la mia ammirazione per  la tua persona  e le tue grandi battaglie - come quella femminista e dei diritti delle trans, oppure quella contro la visita di Papa Raztinger all'università La Sapienza e per l'organizzazione del primo No Vat in capitale - intraprese con una forza d'animo invidibiale. Quel giorno ho capito che dovevo reagire, che non ero solo, che nel mio piccolo dovevo lottare e dar voce ai miei ideali, alle mie speranze. La notte del 2 maggio del 2008 ti abbiamo perso, abbiamo perso un'amica speciale, una persona vera e pulita che ha sempre dimostrato coerenza nelle sue scelte ideologiche e passionali. Ma sopratutto " Amore per la vita ". Il mio di amore, per la mia di vita è stato altalenante per tanto tempo! Oggi ero buttato su un letto, non volevo pensare, non volevo stare bene. Poi ho letto della notizia della tua morte e mi sono rialzato dicendomi " Non puoi buttare la tua vita in questo modo. La vita è così bella. Vivila! Vivila con l'ardimento  e la forza di Ornella. Che ha avuto il coraggio di lottare ma sopratutto di vivere." Volevo parlare di te Ornella a tutti gay, etero, bisex e chi più ne ha ne metta. Voglio che tutti sappiano, col mio piccolo supporto mediatico, chi eri e cos'eri. Un abbraccio, a chi la vita la vissuta e mai temuta..... Ciao Ornella

Nota Polemica: Voci di corridoio non accreditate, dicono che probabilmente Ornella, dopo essere stata portata in pronto soccorso, sia morta a causa dell'intervento non tempestivo dei medici, per via di clausole burocratiche legate alla sua identità di genere. Non voglio gridare sbrigativamente sul mio blog al colpevole o fare dichiarazioni forti, riguardo l'accadimento. Ma se tale cosa fosse vera, sarebbe l'ennesimo atto di discriminazione verso una persona transessuale. Possibile che anche in caso d'urgenza, una persona che abbia cambiato sesso debba attendere di essere soccorsa poichè si debba accertare con precisione il suo sesso? Esprimo tutto il mio dissapunto e il mio rammarico in merito.  

 

19 maggio (Roma): insieme per ricordare Ornella Serpa

Sabato 19 maggio alla casa internazionale in via della lungara 19 a roma, a partire dalle ore 16,30, A/matrix ricorderà

Per Ornella, una splendida cover di Leonard Cohen, cantata da Jeff Buckley " Hallelujah".

 

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lunedì, 05 maggio 2008

80 GRAFFITI: Il Revival Da Salvare

Considerati sotto ogni aspetto dell'arte e non,  " Il Medioevo del Novecento", gli anni 80 non sono da buttare via totalmente. Qualcosa da salvare di questo decennio, in cui il consumismo e la televisione commerciale hanno incominciato a prender piede e far danni,  c'è ! Prendete un certo tipo di musica di quel periodo, in questo caso La New Wave. Per merito di  essa sono state  abbattute le barriere dei generi, superando confini, considerati prima del suo avvento invalicabili. Vi propongo una serie di video riguardanti artisti considerati i pionieri del genere.

Visage - Fade To Grey

 

New Order - Blue Monday

 

Yazoo - Don't Go

 

Depeche Mode - Personal Jesus

 

Echo & The Bunnymen - The Killing Moon

 

The Cure - Love Song

 

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domenica, 27 aprile 2008

EDIT:

Mi scuso con coloro che hanno lasciato dei commenti al post, ma per ragioni un pò troppo lunghe da spiegare sul web, ho preferito cancellare il post. Spero possiate capirmi.

sciarra alle 14:54 in:
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giovedì, 24 aprile 2008

Ragazzi le risorse del web sono infinite, perciò ho deciso di pubblicare un annuncio: Io e mia sorella ( uno studente universitario e una lavoratrice ) cerchiamo una camera doppia a Roma, in zona San Paolo o Garbatella. Se qualcuno sa qualcosa in merito, può lasciarmi un commento o telefonare al numero 328-6826218. Thank you

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martedì, 22 aprile 2008

Nn potevo, prima d'introdurre questa recensione, segnalarvi il commento di Carmine Amoroso regista del film Cover Boy, nel post sulla pellicola. Sono veramente contento del suo intervento, quindi vi risegnalo il film Cover Boy, la cui recensione è collocata nel sesto Post di questa pagina. Grazie Carmine!

OCCHIO AL FILM: Gone Baby Gone di Ben Affleck con Casey Affleck, Morgan Freeman, Ed harris, Michelle Monaghan

        Locandina Gone Baby Gone          

In un quartiere malfamato di Boston, la piccola Amanda di solo quattro anni, figlia di una tossicomane, scompare dalla sua cameretta senza lasciare traccia. Due giovani investigatori privati Patrick Kenzie e Angie Gennaro, alquanto pulitini per quel contesto e con alle spalle casi di tutt'altro genere, si mettono alla ricerca della bimba dopo essere stati contattati dai suoi Zii. Piomberanno in un incubo senza fine, un inferno metropolitano popolato da personaggi gretti, infidi, arrabbiati. Dove la morale in alcuni è inesistente, in altri tende ad essere sopravvalutata ed esasperata. Non vi sono buoni e cattivi in questa storia, ma solo squallore e tanta povertà. I temi affrontati abbondano e non sono leggeri: Sequestro di persona, pedofilia, traffico di droga, abuso di potere, alcolismo, cinismo mediatico. E la redenzione è meta lontana per molti, anzi del tutto ignorata. La realtà qui è quello che è: una spietata guerra per la soppravivenza senza vincitori e vinti. Affleck debutta alla regia e rischia grosso, mettendo mano su un grande romanzo di Dennis  Lehane ( L'autore di Mystic Ryver ). Il risultato è promettente:  un ritmo ben calibrato che crea la giusta suspense, un groviglio di storie ben attorcigliato tra loro con il giusto mix di flashback relative a punti che possono essere sfuggiti allo spettatore e un filosofeggiare che non rischia di appesantire il Film o di dare lezioni morali , anzi esso spiana visioni esistenziali ed etiche non di poco conto ( E' giusto uccidere un pedofilo che ha massacrato un bimbo di sette anni, affogandolo in una vasca da bagno? L'abuso di potere a volte è neccesario per un poliziotto, ai fini di una giustizia legale non sempre perfetta?) . Ci sono le scelte del protagonista, integro ed incline ad una giustizia non giustiziera, a guidarci in questo tortuoso percorso. Ma senza possibilità di risposta concreta. La verità e la cosa giusta sono una scelta individuale, ma sino a che punto? Bravi gli attori. su tutti la madre cocainomane della bambina, l'attrice Amy Ryan, semplicemente grandiosa nella sua interpretazione   di una donna cinica senza ideali e amore per nessuno neanche per sua figlia. Punti deboli? Una freddezza nei due protagonisti e in certi dialoghi della sceneggiatura. Ma per il resto, il film è molto molto interessante. 

 

sciarra alle 18:41 in:
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venerdì, 18 aprile 2008

Ragazzi sono felicissimo!!!!! Ieri ho partecipato ad una gara di poesia, organizzata da un gruppo di poeti che si chiama " Poeti d'azione"  ed ho vinto.... Volevo rendervi partecipi di questa mia felicità, pubblicando una delle tre poesie che ho proposto:

Poetastro poetante: Poesia

Temo l'approdo in terraferma:

E' il tempo della realtà, sposa ripudiata con sgarbo,

legame controverso con il più volte scansato mondo esterno,

legame controverso con il più volte scansato me stesso, me medesimo o presunto tale.

Me, me, me, "Io ": termine e principio, ansia e sollievo del mio spirito, credo....

Guardati allo specchio! Guardati....

Ove è riflesso il vero, ove dimora lo sguardo dolce e perverso,

che il tuo animo rimproverato, ti ha più e più volte negato.

Cosa Vedi giovane spaurito, irrealista, utopista e inconcreto?

Vedi te stesso? Te Uomo? Te immagine?  Te Vizio?  Te demone? Te angelo?

Cosa vedi, con lo sguardo avverso del passato, tramortito e tramontato? Coll'irrealismo del ciò che è stato?

" Vedi te fanciullo, demolito dal riso altrui,

 il riso dei tuoi coetanei; murato dal pregiudizio e sbeffegiato dal giudizio.

Vedi tuo padre e i suoi insulti di cartapesta,

 le sue bandite debolezze e i bagliori della sua ira...."

Vedi, Vedi, Vedi.....

Qualunque cosa tu veda,

reale o irreale,

innocente o colpevole,

pura o abbietta,

" Amati ", Amati......Ti prego

 Guardatevi il video di questa canzone molto onirica dei grandi Air si intitola " Venus ".

 

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martedì, 15 aprile 2008

80 GRAFFITI: Tanita Tikaram

Nei lontani e indimenticabili ( nonostante fossi ancora un bamboccio)  anni 80, precisamente nel 1988, una ragazzina di appena 18 anni, salì ai vertici delle classifiche mondiali con un album,  dal titolo altamente poetico " Ancient Heart". Nei quali, la allora ragazzina che risponde al nome  esotico di Tanita, ( date anche le sue radici , padre delle isole Fiji, madre malesiana)  si ispirava alle poche e grandi cantautrici del passato , Carole King ma sopratutto Joni Mitchell;  nonchè ai celebberimi cantautori degli anni 60-70, Van Morrison su tutti. Fù un fulmine a ciel sereno, nel monotono e musicalmente povero panorama musicale di quegli anni. Quel cd vendette tantissimo, ammaliò pubblico e critica, anche grazie a canzoni memorabili come "Good tradition", "Cathedral song" e in particolar modo l'arcinota ed enigmatica "Twist in my Sobriety", grande successo di quegli anni, che spalancò a Tanita le porte del successo. Purtroppo la favola durò poco. I successivi album di Tanita tikaram, non ottenero i consensi sperati, nè dagli adetti ai lavori nè dal pubblico, anche perchè( mi dispiace dirlo), francamente mediocri, musicalmente piatti, privi d'idee. Tanita Tikaram, fa parte di quella categoria di enfant prodige, bruciatasi rapidamente, nel giro, nel suo caso di un solo album. Vuoi però che dopo vari cd sfortunati, la nostra, abbia ritrovato quella ispirazione che per tanto tempo gli è mancata, rompendo quella maledizione che da sempre accompagna i molti bambini prodigio. Tre anni fa, Tanitona, si riaffacciò con un cd molto bello, pop-jazz , suonato e registrato in presa diretta al teatro  Dragoni di Bologna  che si avvaleva degli arrangiamenti di Daniela Ronconi,  moglie di Demetrio Stratos ( Indimenticabile leader degli Area nrd.). L'album, in questione " Sentimental" pubblicato dalla Naive, vede la rinascita dopo  tanti album sbagliati di questa brava artista. Canzoni  notturne, intime, quasi sussurate con una tonalità  fascinosa quanto ambigua. Il tutto con degli arrangiamenti estremamente curati e raffinati.  Laciatevi sedurre dalla sua voce. tanita 4 ever

 

 

 

 

 

 

Qui sotto vi propongo il  favoloso  video del suo più grande successo la celeberrima Twist in My Sobriety:

 

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giovedì, 10 aprile 2008

Recentemente ho fatto uno spettacolo teatrale con amici, ecco le foto:

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Sono quello vestito di nero, con gli occhi rossi.....

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In questa scena elemosino un pò di whisky dal mio aitante amico.

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Devo dire che truccato così, sono molto inquietante.

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Alcuni hanno pensato che fossi impossessato durante la scena.

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Mi sentivo quella sera molto Rocky Horror Picture Show.

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Stiamo ballando come matti, sulle note di " MammaMaria " dei Ricchi e Poveri.

Scene di ordinaria follia il giorno dopo, alla mia festa di compleanno:

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Vuole uccidermi e lo lascio fare!

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Lui sta per tagliarmi la gola ed io rido....

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" Come sono felice! "

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Dovevo metterla la foto in bianco e nero....Fanno sempre il loro effetto.

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E' finita in mutande... anzi senza......

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venerdì, 04 aprile 2008

Retrospettiva Album: Antony and the Johnsons " I am bird now " Rebis Music ( ASCAP )

Anno di pubblicazione 2005 

" E' purezza la sua voce, poichè nitido il suo canto D'Angelo Dolente "

        Un Pianoforte dal suono mesto, malinconico, fa fluttuare in cielo un suono ove il dolore è vissuto con temerarietà; è durevole, persino piacevole. Vi è gaudio in quella voce ferita, in quell'arrendevolezza all'afflizione, ben accolta nel suo animo, poichè vissuta con dignità e struggente sensibilità. Quella voce, d'uomo tormentoso, induce al pianto, quasi con intrepidezza, senza esitazione, nonchè  all'amore privo di tremore, al dolore che diviene splendore, giacchè accolto da quel cuore rianimato dal duolersi,  premessa di una rinascita, glorificazione a una più volte ricercata e ambita luce. Cosa sta farneticando, direte voi?  Di chi parlo? Parlo di un evento, parlo di un vero artista, un angelo in terra fulgido di luce, la cui autenticità emerge sin dalla prima nota, che è morbida carezza, misercordia di una creautura dolente. Antony Hegarty, stupefacente voce degli Antony and the Johnsons è tutto questo, " Luce "pervasa di trascendenza e meravigliosa spiritualità. Quest'album, pubblicato, nella primavera del 2005, vincitore del Mercury Prize, premio tra i più ambiti della musica inglese ( soffiato ai Coldplay ndr. ) nè è la prova lampante. Ascoltatevi il pezzo d'apertura ( pubblicato in questo blog ndr.) " Hope There's Someone " , canzone dolorosa e di emozionalità elevata, in cui si parla di morte e solitudine, con la disivoltura dei grandi e l'umiltà dei veri poeti, dove il canto Di Antony s'apre assorto alla contemplazione della tristezza, al suo svolgersi in musica. Un crescendo in note, in cui il nostro, si avventura in un  canto straziante, la cui intensità  ridona dignità al valore dell'esistenza. Il Cd di per sè eccelente, un capolavoro, pullula inoltre di collaborazioni di rilievo,  la commovente" Spiralling ", con Il nuovo genio del Folk, Devendra Banhart; Il gran bel duetto con Boy George in " You are my sister "; la jazzata " Fistfull of love", col poeta nero per eccelenza della canzone d'autore americana,  Lou reed oppure " What can i do " con l'astro nascente della scena cantautoriale Newyorkese Rufus Wainwright, quasi 2 minuti di canzone, in cui il piano di Antony irrompe con una melodia inquieta, la cui voce di  Wainwright, ne enfatizza la pena e la redenzione che vi è in essa.  La bellezza è qui nell'inquietudine di un angelo.... L'ascolto si arrenda al suo canto e ne trovi conforto. Procuratevole assolutamente.  

sciarra alle 14:05 in:
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